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Guide e Consigli

Erotofobia: quando il sesso fa paura

Pensiamo al sesso e al piacere come interscambiabili ma l’erotofobia, la paura del sesso, è una realtà molto più diffusa di quanto sembri.

da Aurelie | 31 Ottobre 2021
Opera di Francis Bacon che rappresenta una persona astratta su un letto
Francis Bacon, "Ritratto di Henrietta Moraes"

Pensiamo spesso al sesso e al piacere come interscambiabili ma la paura del sesso, conosciuta come erotofobia, è una realtà molto più diffusa di quanto potrebbe sembrare. Così come amare il sesso in modo aperto e dichiarato può essere percepito come vergognoso (grazie patriarcato!), il fatto di non desiderarlo per niente o di averne paura è ugualmente soggetto a giudizi e stigma.

Come può il sesso diventare una fonte di ansia e perché succede?

Capire l’erotofobia

Erotofobia, la paura del sesso

erotofobia
e|ro|to|fo|bì|a


[s.f.]
avversione morbosa nei confronti del sesso e per tutto ciò che vi è connesso

Cosa può farsi che il sesso si evolva da fonte di piacere a fonte di ansia? Ci sono diversi motivi e trigger, che siano fisici, culturali o la conseguenza di esperienze traumatiche.

I motivi fisici includono tutto quello che rende il sesso doloroso o sgradevole, come per esempio la vulvodinia, così come condizioni come la disfunzione erettile o manifestazioni dell’ansia da prestazione. Fattori culturali e religiosi possono anche essere coinvolti in quanto fonti di un’educazione sex negative attraverso la quale la sessualità viene considerata deviante e/o pericolosa. L’erotofobia può anche essere il risultato diretto di un’esperienza traumatica, che si tratti di violenze sessuali o di altri avvenimenti particolarmente scioccanti che creano una paura del tatto e del contatto fisico.

Una parola, tante paure

Ci sono così tante forme di erotofobia quanto ci sono erotofobǝ. La sessualità è complessa e si costruisce su tanti aspetti, dal momento in cui ci spogliamo a tutte le interazioni fisiche che seguono.

Gymnofobia

La paura della nudità è spesso complessa. Alcune persone hanno paura di essere nudi, mentre altre hanno paura della nudità altrui. Questa tipologia di fobia può derivare da problemi di immagine e autostima e di un senso di inadeguatezza, ma può anche essere causato da fattori esterni.

Genofobia

Anche conosciuta come coitophobia, si tratta della paura del rapporto sessuale. Le persone genofobiche possono comunque avere relazioni romantiche e trovare piacere in attività come baciarsi o coccolarsi, ma senza andare oltre.

Paura dell’intimità

La paura dell’intimità è spesso, ma non sempre, legata alla paura dell’abbandono o del coinvolgimento (entrambe sono legate). Chi teme l’intimità può non aver paura del sesso quanto della promiscuità emozionale che può generare.

Afefobia

Anche conosciuta come chiraptofobia, la paura del tatto si manifesta in tutti i rapporti, oltre alla sfera romantico-sessuale. Alcunǝ temono qualsiasi forma di contatto mentre altrǝ hanno prevalentemente paura dei contatti più approfonditi.

Ripensare il sesso attraverso il prisma dell’erotofobia

Rifiutare la sessualità obbligatoria

Tuttǝ possono essere sessuofobicǝ, per un periodo o in modalità permanente. Mentre chi ha provato piacere a far sesso in passato e vorrebbe tornare ad avere una sessualità attiva potrà approcciarsi all’erotofobia come una patologia da curare, chi si riconosce nello spettro aro-ace potrebbe considerare tale fobia come un elemento essenziale della propria identità, definendosi come orgogliosamente avversǝ al sesso.

Mentre l’avversione comprende un elemento di disgusto che non è strettamente legato alla paura, ci spingono entrambi a ripensare il nostro approccio collettivo al sesso. La LGBTQ+ society dell’Università di Oxford definisce la sessualità obbligatoria come “il presupposto che tuttǝ provano attrazione sessuale, che tuttǝ dovrebbero avere voglia e attivamente cercare di far sesso. La sessualità obbligatoria mette le relazioni (spesso intese dal punto di vista eterosessuale) al centro dell’esperienza umana. Considera anche che le relazioni romantiche debbano necessariamente includere attività sessuale.”

Superando il concetto che il sesso sia una pietra angolare di ogni relazione, possiamo creare uno spazio più inclusivo dove l’asessualità (e le sue sfumature) possa ricevere il livello di riconoscimento e rispetto che si merita; uno spazio dove le persone eterofobiche possano sentirsi libere di parlare delle loro esperienze senza temere giudizi o incomprensioni.

C’è sesso e sesso…

Mentre l’erotofobia non è selettiva, determinate forme di sesso possono generare sentimenti più negativi di altre. Pensiamo soprattuto alla paura del sesso occasionale, un sentimento spesso provato dalle persone demisessuali. Parte dello spettro aro-ace, la demisessualità è un tipo di sessualità in cui si riesce a percepire attrazione sessuale solo nei confronti delle persone con cui esiste un legame affettivo.

Non si tratta chiaramente di giudicare o svalutare il sesso occasionale e il piacere che si può provare facendolo (anche se ci sarebbe molto da dire sui doppi standard che esistono tuttora nei confronti degli uomini e delle donne in questo campo). La demisessualità però ci invita a una riflessione sugli atteggiamenti quasi consumistici che adottiamo a volte nei confronti del sesso, sul modo in cui valutiamo il sesso senza sentimenti e su quella forma di disprezzo verso i sentimenti che vengono visti come una forma di debolezza.

La promozione di un approccio sex positive e del piacere per tuttǝ non deve mai essere percepito come una forma di pressione ad avere una vita sessuale attiva o come una mancanza di considerazione nei confronti di chi sceglie di vivere senza ricercare piacere sessuale, che sia in modalità temporanea o permanente. Nella sua versione più attuale e inclusiva, la sex positivity non è altro che l’ambizione di sradicare ogni forma di giudizio dalla sfera sessuale, per dare a ognunǝ la libertà e lo spazio di fare tanto sesso o zero sesso esattamente come lo intende.

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