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Perdite vaginali: capire se è tutto ok è semplice se sai come stanno le cose

Scopriamo quanti tipi di perdite vaginali esistono, cercando di capire quali di queste sono ‘normali’ e quali indicano la presenza di un problema.

da Redazione | 2 Maggio 2022
Photo by Giulia Zinato

È importante distinguere le perdite vaginali fisiologiche da quelle che indicano infezioni o patologie 

Tralasciando le perdite ematiche che una volta al mese fanno capolino nella vita di tutte le donne, ci sono tanti altri tipi di perdite vaginali. In molti casi, queste perdite sono fisiologiche; altre volte, invece, possono essere un segnale di qualcosa che non va all’interno della vagina.

Scopriamo quanti tipi di perdite vaginali esistono e come si manifestano, cercando di capire quali di queste sono ‘naturali’ e quali indicano la presenza di un problema.

Quand’è che le perdite vaginali sono normali?

Le secrezioni rilasciate dalla vagina sono un fenomeno assolutamente normale che, con le dovute differenze rispetto agli equilibri ormonali di ogni donna, si manifesta in misura maggiore durante la gravidanza per scemare in menopausa.

Nel mezzo, ci sono le perdite bianche prima del ciclo e quelle durante e dopo il ciclo. Queste ultime, oltre a essere bianche dense o trasparenti, possono avere anche un colore tendente al marrone. In molti casi, le perdite vaginali di questo colore sono causate dallo spotting, una situazione non così rara tra le donne.

Tali perdite possono essere causate da squilibri ormonali dovuti a vari fattori, come stress e assunzione di contraccettivi, che comportano la permanenza di tracce ematiche all’interno della vagina; al momento dell’espulsione, che avviene in ritardo, assumono un colore rosso scuro o marrone a causa dell’ossidazione.

In merito alle comuni secrezioni fisiologiche, è importante sapere che queste sono una conseguenza delle oscillazioni ormonali e svolgono una funzione molto importante: proteggere l’equilibrio della flora batterica vaginale. Generalmente queste perdite sono inodore ma possono risultare percepibili anche a livello olfattivo a seconda del momento (sia durante le mestruazioni sia durante l’ovulazione).

Quando le perdite sono pericolose… Tutto ciò che devi sapere 

Se nella normalità la vagina produce secrezioni finalizzate a preservare la propria salute, in altri casi le perdite possono essere una diretta conseguenza di patologie, infezioni o infiammazioni interne ed in questi casi è opportuno riconoscere i sintomi che le accompagnano.

Il colore delle perdite è un indicatore piuttosto chiaro della loro natura, ma non è l’unico. Anche la consistenza, l’odore e la presenza di prurito o dolore aiuta a riconoscere una situazione normale da una potenzialmente pericolosa.

Partendo dalle perdite di colore marrone, è doveroso precisare che non sempre queste sono dovute allo spotting ma in alcuni casi possono indicare la presenza di polipi, cisti ovariche ed endometriosi.

La presenza di secrezioni bianche non è motivo di preoccupazione fintantoché queste hanno un aspetto acquoso o gelatinoso e non recano alcun fastidio. Ma i pezzetti bianchi simili alla ricotta all’interno della vagina, uniti a prurito e odore sgradevole, potrebbero invece indicare la presenza della candida, infezione micotica molto comune.  

Leggi anche: Secchezza vaginale: vale la pena averne vergogna?

Ci sono, poi, le perdite gialle e verdi. Queste rappresentano un chiaro segnale della presenza di uno stato infettivo o infiammatorio della vagina e sono quasi sempre maleodoranti e accompagnate da prurito, bruciore, dolore durante i rapporti e durante la minzione. 

Su questo i dottori sono d’accordo nel affermare come possano comparire a causa della tricomoniasi (una delle vaginiti più diffuse), per poi manifestarsi anche in seguito a un’infezione fungina o a una malattia sessualmente trasmissibile come la gonorrea.

Tutte le perdite vaginali possono causare disagio, ma quelle dovute a fattori non fisiologici meritano un’attenzione maggiore. Vediamo, dunque, come affrontare entrambe le tipologie.

Quali sono i rimedi alle perdite vaginali

Le secrezioni prodotte dalla vagina hanno un impatto invasivo sulla quotidianità di una donna. Naturalmente, per evitare che quelle fisiologiche arrechino fastidio, è molto importante provvedere a un’accurata igiene intima; a tal proposito è fondamentale bocciare l’uso di saponi e bagnoschiuma profumati e optare invece per detergenti intimi delicati.

Le perdite fisiologiche, anche se inodore, rappresentano un fastidio perché inumidiscono la biancheria intima.

Come comportarsi, invece, in presenza di perdite vaginali sospette

La prima regola è mettere al bando qualsiasi rimedio ‘fai da te’ e rivolgersi a un(ə) medicə, possibilmente unə specialista. Una volta valutata la situazione con una visita e disposti esami necessari a stabilire le cause delle secrezioni, unə ginecologə può prescrivere una cura o un trattamento a base di antimicotici o antibiotici

Se la radice del problema non è un attacco fungino o batterico ma un’irritazione dovuta allo scombussolamento degli equilibri biologici della vagina (con l’uso di creme vaginali o detergenti aggressivi), generalmente si avvia una terapia atta a contrastare l’infiammazione e riequilibrare il pH naturale del canale vaginale.

In conclusione

In questo articolo abbiamo cercato di chiarire le differenze tra le perdite vaginali fisiologiche e quelle dovute a condizioni infettive, patologiche e infiammatorie. Come abbiamo visto, però, talvolta può essere difficile distinguere le une dalle altre.

Per prevenire gli stati infiammatori è importante curare l’igiene intima con detergenti delicati evitando però di utilizzarli all’interno della vagina.

Tuttavia, dal momento che la salute della vagina è una cosa seria, in presenza di qualsiasi sintomo o condizione anomala la cosa migliore da fare è affidarsi a un(ə) medicə.

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