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Il lato B(ello), o la normalizzazione del sesso anale

Sesso anale: sembrerebbe che lo stiamo facendo tutt*. (R)evoluzione vera o semplice liberazione della parola?

da Aurelie.b | 11 Ottobre 2020
Il lato B e il sesso anale: tecniche per instaurare una routine preliminare

Sesso anale: lo stiamo facendo tutti? Così sembrerebbe, dagli articoli che leggiamo, dalle canzoni che sentiamo, dai film e serie che guardiamo… E i dati lo confermano: a fare sesso anale siamo sempre di più. Sarà perché si stanno davvero evolvendo le mentalità in termini di sessualità femminile o perché abbiamo sempre più accesso agli strumenti e informazioni giusti?

HAI? Cos’è e quanto lo stiamo facendo?

HAI, Heterosexual Anal Intercourse, ovvero il sesso anale tra partner eterosessuali. Ci sarebbe molto da scrivere sull’argomento in generale e nella sua globalità ma in questo caso ci stiamo concentrando sulle donne cis etero. Per un motivo semplice: le statistiche e informazioni disponibili si focalizzano principalmente sulle loro esperienze, lasciando fuori tante altre realtà. Affronteremmo queste limitazioni in una prossima occasione. Dall’America all’Europa e oltre, sempre più donne stanno facendo sesso anale. Uno studio condotto nel 2017 per la  U.S. National Library of Medicine ha svelato che il 36% delle donne di età 25-44 ha fatto sesso anale almeno una volta. Lato europeo, il 51% delle donne francesi ha già fatto sesso anale, con oltre al 60% per le donne di 30-39 anni. Questi dati sembrano confermare che il sesso anale è diventato una pratica comune e normalizzata, sopratutto tra le donne giovani che grazie alla nuova generazione di femministe e attiviste possono godere di una sessualità più libera di limitazioni e ingiunzioni.

Anale per tutti? Come le norme sociali stanno ancora regolando il nostro piacere.

Nonostante le evoluzioni positive, c’è ancora molto da fare per raggiungere i vertici del piacere anale. Certo, le donne che fanno sesso anale sono più che raddoppiate nel corso degli ultimi 20 anni ma non significa che lo stigma non esiste più. Negli Stati Uniti, oggi nel 2020, le pratiche anali sono ancora illegali in 12 stati. Perché tanto odio e tanto tabù? Il conservatorismo c’è per molto, in particolare il conservatorismo religioso che sembra sempre più influente in alcune parti del mondo. Perché il sesso anale viene stigmatizzato? Perché viene ricollegato alla nozione di sodomia e a discorsi apertamente omofobi. Il mondo è sempre più LGBTQIA+ ma ci vorrà ancora molto impegno collettivo prima di eradicare del tutto i pregiudizi omofobi e farsi che il sesso anale sia davvero per tutti. Se allarghiamo il discorso agli uomini cis etero, ci rendiamo conto di quanto sia ancora prevalente il condizionamento sociale. Uno studio condotto dall’IFOP nel 2019 svelava che tra le donne che avevano già praticato la penetrazione digitale di un partner maschile, il 33% era manager contro il 12% di operaie. Questo dato sottolinea quanto un certo tipo di mascolinità alfa sia ancora il modello prevalente tra le classe popolari.

Alcuni consigli e strumenti per vivere al meglio la rivoluzione anale

Come instaurare una routine preliminare

  • Lavaggio obbligatorio? Premessa importante: la doccia anale dovrebbe essere praticata con una certa moderazione, in quanto lavaggi frequenti potrebbero risultare dannosi per la flora batterica.  Semplice da realizzare con una semplice pera morbida in gomma (la nostra scelta), il lavaggio anale ci permette di rilassare con la consapevolezza che niente verrà interrompere la nostra esplorazione. Da usare con acqua tiepida e assolutamente senza sapone.
  • Il lubricante perfetto. L’offerta di lubrificanti è più vasta che mai e a ognuna il suo lube perfetto. Oltre al lato funzionale e alla durabilità, conta anche il lato sensuale; la fragranza giusta può essere un aiuto prezioso per creare il mood giusto, in particolare se scegliamo un lube da usare specificamente per le pratiche anali.
  • L’importanza di comunicare. Se sei solo agli inizi del tuo percorso anale, l’aspetto più importante è la comunicazione, per condividere con il tuo partner il livello che sei disposta a raggiungere; la penetrazione non è l’unica modo di sperimentare i piaceri anali, e il pieno consenso non è MAI opzionale.

Le tecniche e strumenti che fanno la differenza

  • Sulla punta della lingua. Uno degli aspetti più belli della normalizzazione del sesso anale? L’anilingus, anche conosciuto come rimming; anche se con il 26% di donne che dichiarano averlo già ricevuto, il margine di progressione è ancora grande. Questa pratica è un potente acceleratore d’intimità, che si tratti di dare o ricevere, ed è un introduzione perfetta a un eventuale penetrazione, oltre a un ottima lubrificazione naturale.
  • Meglio delle dita? L’uso delle dita è la pratica anale più diffusa, ed è spesso la prima tappa. Mentre conosciamo i vantaggi della penetrazione digitale, abbiamo uno strumento di predilezione: il plug anale. Le sue forme organiche sono state studiate per la cavità anale e i materiali appositamente selezionati garantiscono il massimo livello di comfort e igiene. Mentre danno un qualcosa in più ai rapporti vaginali, i plug sono anche il modo migliore per prepararsi alla penetrazione anale e far salire l’eccitazione in un attimo.
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